Miguel Bosé e la guerra legale per l’affidamento dei quattro figli

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I guai non sembrano voler finire per Miguel Bosé: dopo il tragico lutto subito durante il lockdown, con la scomparsa della madre Lucia per mano del Coronavirus, ora un nuovo fulmine a ciel sereno sembra pronto a scuotere la vita dello spagnolo. Sta infatti per iniziare una vera e propria guerra legale contro il suo ex compagno Palau per l’affidamento dei loro 4 figli, con il processo che si è aperto quest’oggi presso il tribunale di Madrid.

Dopo la separazione, due anni fa,  due dei figli sono andati a vivere in Messico con il cantante e gli altri due sono rimasti in Spagna con lo scultore, che chiede adesso la riunione dei ragazzi, considerati fratelli (anche se non consanguinei) e con gli stessi diritti. “I bambini hanno bisogno l’uno dell’altro, tutto questo non ha senso”, ha detto Palau in un’intervista qualche giorno fa, lamentando la separazione dei figli. E ieri, alla vigilia del processo, ha pubblicato una foto sul suo profilo Instagram molto toccante che risale a quest’estate, quando i bambini si sono riuniti per la prima volta dopo due anni di lontananza: Tadeo, Diego, Ivo e Telmo, che ora hanno nove anni, camminano insieme per una strada di campagna abbracciati. ‘Fratelli per sempre’, il commento di Palau. Nel processo lo scultore dovrà dimostrare che è stato il compagno di Bosé per quasi trent’anni – anche se la loro relazione non è mai stata ufficializzata con un matrimonio o una dichiarazione di essere una coppia di fatto – e che i quattro bambini sono il frutto del loro desiderio di formare una famiglia. I piccoli – nati tutti nel 2011 a distanza di solo sette mesi – sebbene non siano fratelli di sangue sono cresciuti come tali fin dalla nascita. Motivo per cui lo scultore chiede di condividere la cura di tutti loro, insieme, come avveniva prima della rottura con Bosé. E che, soprattutto, abbiano gli stessi diritti.

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