Si getta dal quinto piano, dramma a Napoli: morta un noto avvocato

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Confermata come suicidio la morte di Maria Vecchione, un avvocato di Napoli morta gettandosi da quinto piano della sua abitazione. 

Dopo gli accertamenti preliminari è stata confermata la terribile ipotesi del suicidio, per Maria Vecchione, un avvocato penalista di professione morta gettandosi dal quinto piano della sua abitazione di Marano di Napoli. I familiari e gli amici di Maria si sono svegliati con la devastante notizia, poi la conferma che il corpo senza vita trovato sull’asfalto di via Don Mimì Galluccio fosse proprio quello di Maria, infine il definitivo accertamento dell’ipotesi suicidaria. Ecco le dinamiche dell’accaduto.

Cordoglio e commozione per il suicidio di Maria

Maria non era solo uno stimato avvocato penalista, ma anche moglie di un carabiniere mamma di un bambino di soli 4 mesi. E sono stati proprio i carabinieri a stabilire che la morte della donna non è stata accidentale e che Maria si sia volontariamente gettata dal quinto piano di un palazzo in via Don Mimì Galluccio, a Marano di Napoli.

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Pare che Maria soffrisse di depressione e che sia proprio nella malattia che andrebbero ricercate le motivazioni che l’hanno spinta al gesto estremo. Di questo ha voluto parlare Giorgio Varano, avvocato penalista e Responsabile della Comunicazione presso UCPI – Unione Camere Penali Italiane in un lungo e accorato post su Facebook. “Che la terra ti sia lieve, dolce Marinella. Ci sono silenziose tragedie dell’animo, di cui veniamo a conoscenza solo in modo scioccante.” – ha scritto Giorgio – ” La depressione è una malattia che ancora suscita vergogna nel comunicarla e spesso pelosa compassione nell’ascoltarla. Dobbiamo capire che è una malattia al pari delle altre, che può capitare a tutti, e che si può curare.

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Poi continua: “Essere depressi non significa essere diventati uno scarto, inutili o peggio ancora dannosi per chi ci sta accanto, non significa essere meno validi degli altri, non significa essere deboli o tarati. Significa essere più sensibili, significa vivere più intensamente alcuni pensieri che tutti, proprio tutti, in qualche misura hanno, ma non riuscire a posarli ogni tanto da qualche parte, portandoli tutto il giorno sempre con sé. Tutti quanti sono capaci di alzare e abbassare una cassetta di sei bottiglie d’acqua. Nessuno di noi, invece, riuscirebbe a portare in mano una bottiglietta tutto il giorno, senza arrivare a sera con il braccio bloccato. La depressione è una malattia che non va sottovalutata o nascosta, ma affrontata non solo sotto il profilo clinico, ma anche sociale.”

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