Restituiscono vitalizio al condannato: i nomi dei senatori

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Luigi Vitali, Ugo Grassi e Pasquale Pepe: chi sono i senatori che hanno votato per il vitalizio a Formigoni

E’ stata una delle notizie che ha tormentato la scena politica delle ultime giornate. Non si tratta di questioni sanitarie o legate alla crisi economia conseguente alla pandemia. E’ accaduto al Senato della Repubblica dove il Consiglio di sorveglianza ha confermato la sentenza di primo grado che prevede la possibilità di un ex senatore di percepire comunque il vitalizio, ossia la pensione conseguente all’attività di parlamentare, nonostante ci sia stata una condanna superiore a due anni. Nel caso specifico, Formigoni potrà percepire il vitalizio. Ma da chi è composta la commissione che ha votato per il vitalizio? La composizione della Commissione Contenziosa del Senato ci dice che in essa sono presenti: Valente – Pd, Balboni – Fdi che hanno votato contro la restituzione del vitalizio; Luigi Vitali dell’Udc, Ugo Grassi iscritto alla Lega e Pasquale Pepe della Lega. Questi ultimi tre hanno votato a favore della restituzione del vitalizio.

Restituzione vitalizio, le reazioni

Le razioni politiche sono state forti in seguito al provvedimento. In una nota gli esponenti del Movimento 5 Stelle Paola Taverna, vice presidente del Senato, Laura Bottici, questore di Palazzo Madama e Gianluca Perilli hanno dichiarato: “Il condannato per corruzione Formigoni riprende il vitalizio, e con lui gli altri ex senatori riconosciuti colpevoli di gravi reati. Dal Senato arriva un nuovo schiaffo ai cittadini italiani: la Lega e Forza Italia se ne assumono la responsabilità di fronte al Paese. Il Consiglio di Garanzia, in cui non siede il M5S dopo il tradimento di un nostro ex senatore, ha deciso di respingere il ricorso avanzato dall’amministrazione di Palazzo Madama contro la sentenza di primo grado con la quale la commissione Contenziosa aveva annullato la delibera Grasso del 2015”.

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Parole di condanna anche dal’ex Premier Giuseppe Conte: “È una decisione che considero erronea, che trasmette un messaggio profondamente negativo per i cittadini, perché mina il delicatissimo rapporto di ‘fiducia’ con le istituzioni, tanto più in questo momento”.

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