sabato, Maggio 28, 2022

Ci ha lasciato “una delle donne più straordinarie al mondo” secondo il New York Times

Scompare a 87 anni la donna che il New York Times aveva descritto come una delle donne più straordinarie al mondo.

Si spegne ad 87 anni una delle fotografe più discostanti, eclettiche, talentuose e prorompenti del nostro secolo: Letizia Battaglia ha segnato una generazione di artisti e professionisti che, tramite il suo profondo lavoro ci ha raccontato e continuerà ancora tramite i suoi scatti, a raccontare il dualismo che contraddistingue la Sicilia intera.

morte fotografa
Foto da Canva

I suoi ritratti erano quasi sempre femminili, in bianco e nero e non erano per donne aristocratiche, per bene o prettamente affascinanti. Anzi, i suoi soggetti erano bambine, prostitute sui cigli delle strade ad attendere l’ennesimo cliente da soddisfare, donne di colore, anzianissime con pelle selciata e cadaveri. Proprio quelli che Cosa Nostra lascia alle sue spalle, lei li immortala in pose innaturali, disumane, cattura il ghigno dei boss malavitosi, le manette strette ai polsi, il dolore e l’orrore della mafia.

Nel 2017 il New York Times la identifica come una delle donne più straordinarie del mondo ed il motivo non è difficile da intuire: insegna il valore della visione assoluta, dello scrutare oltre l’apparenza in una carriera entusiasmante

Addio Letizia Battaglia: a 87 anni sparisce una delle donne più influenti della fotografia

Anticipa di qualche giorno la morte di un’altra grande illustre del giornalismo di moda, Giusi Ferré, ma a Letizia Battaglia si riconosce il valore della lotta: delusa, affaticata, schifata dalla sua terra natia, non riusciva a distaccarsene, cercando tra i vicoli di Palermo e delle altre bellezze siciliane il motivo che forse la attirasse sempre verso la sua Isola. E quella terra, talmente bella e ricca di arte, cultura, musica e tradizioni, ancora ad oggi soffre di un fenomeno mafioso aberrante, testimoniato dai suoi scatti.

boris giuliano
Credits_Instagram@letiziabattaglia_ph

Inizia a scattare per la prima volta nel 1969, per L’Ora, giornale appartenente all’editoria più illustre siciliana, che vanta il nome di Mauro di Mauro, Giovanni Spampinato, tutti morti per mano della mafia. Trasferitasi a Milano, tornerà nel 1974, fondando l’agenzia Informazione fotografica con Franco Zecchin, che diventerà vero punto di riferimento di grandi fotografi. Quelli sono gli anni peggiori per Palermo, Cosa Nostra distrugge, svilisce e miete vittime come se fosse normalità. Proprio Letizia afferra la sua macchina fotografica e girando per la città ne testimonia la crudeltà.

funerale alberto dalla chiesa
Credits_Instagram@letiziabattaglia_ph

Non lo fa solo per denunciare, aprire gli occhi purtroppo ad una terra omertosa, ma anche per salvarsi da se stessa. A lei riconosciamo alcuni tra gli scatti più ghiaccianti e affascinanti degli ultimi tempi come l’assassinio di Pier Santi Mattarella, quando nel 1980 si vede l’attuale Presidente della Repubblica soccorrere il corpo di un fratello esanime, l’uccisione del Giudice Terranova, trucidato all’interno della sua auto, arrivando a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

morte letizia battaglia
Credits_Instagram@letiziabattaglia_ph

Quella donna, che non smetterà mai di viaggiare eppure tornerà costantemente a casa, che non ha accettato un matrimonio stretto e che, con i suoi capelli rosa va contro a tutti gli status quo esistenti, lascia un messaggio profondo in ognuno di noi: che l’esistenza è tutto, un po’ morte, un po’ vita.

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