martedì, Giugno 28, 2022

I Levi’s 501 sono un trend che non passa mai di moda, ma sai perché?

I Levi’s 501 sono uno di quei punti di riferimento per il mondo della moda che non passa mai di moda. Negli ultimi anni i jeans del noto brand hanno avuto un nuovo e grande successo. Sicuramente la qualità ha un posto speciale ma è più l’icona che rappresenta a renderlo così desiderato.

Infatti i 501 hanno letteralmente fatto la storia, passando dalle miniere del ‘900 alla Hollywood degli anni ’50, fino alle nuove generazioni. Complice la sua estetica ma anche la comodità che regalano e soprattutto il fatto che sono legati all’immaginario americano.

Jeans Levis
Foto Canva

La Levis offre riconoscibilità, così come i suoi jeans. Modelli che hanno dettato le tendenze, sono stati i primi ad avere la V sulle tasche, i modelli numerati e inoltre il 501 è stato proprio il primo ad essere “partorito”. Quindi ha un significato speciale e oggi è simbolo di unicità.

Levi’s 501: da tuta dei minatori a trend di tendenza

Il brand ha dato vita al jeans come lo intendiamo oggi, l’azienda Levi Strauss & Co è di origini bavaresi. Un imprenditore tedesco appena 24enne lasciò la Germania per andare dai fratelli a New York. Tessuti europei nel bagaglio e occhi al futuro. Nasceva così il sogno americano e soprattutto un prodotto destinato a fare la differenza.

Levi's
Foto sito Asos

Perché il tessuto dei jeans Levi’s è così famoso? Tela di Nimes francese, realizzata con lino e cotone, blu e resistenti. Per l’Italia fustagno, molto resistente per i marinai genovesi, la città aveva allora il monopolio per il commercio e quindi si utilizzava il blu di Genova che portò poi alla nascita dei blu jeans. Il giovane imprenditore si recò da suo zio in Kentucky, quindi Löb Strauß ottenne la cittadinanza diventano Levi Strauss, da cui il nome dell’azienda.

Nel 1850 dopo il trasferimento a San Francisco iniziò a vendere tessuti ai minatori. Avevano bisogno di capi molto resistenti per il lavoro quindi Strauss lavorò ad abbigliamento che derivava dalla tela delle tende con un rinforzo. Il sistema venne messo a punto dal sarto Jacob Davis e insieme registrarono il brevetto per il primo paio di Jeans Levis nel 1873. I rivetti in rame fissavano le tasche che non potevano scucirsi in alcun modo, nemmeno con il peso degli attrezzi in metallo che usavano in miniera.

Quello fu il boom della salopette, capo molto comodo per i lavoratori grazie alla tasca centrale. Tutti gli operai americani in breve tempo ne ebbero una. Fu poi la volta dei pantaloni a cinque tasche, i waist overalls. Nel 1960 nacquero finalmente i jeans.

Cosa li distingue? Trapunta a doppio arco nelle tasche posteriori, l’etichetta rossa cucita lungo il bordo della tasca e il logo di cuoio posteriore. Questi simboli sono ancora oggi distintivo di fabbrica. Il modello Levi’s 501 arrivò nel 1890 come abito da lavoro: largo in vita, da poter stringere con una fibbia. I jeans venivano venduti con numeri seriali e da qui il nome. Divennero i jeans dei cowboy della West Coast e poi nel 1934 arrivò la linea da donna. Fu Marlon Brando ad inserire i pantaloni Levi’s nel film Il selvaggio. Divennero così un trend di moda per ragazzi ribelli, rock star, uomini e donne di tutto il mondo.

Levi's 501
Foto sito Levi’s

Oggi sono un capo per tutti, ad ogni età, vantano sempre la stessa qualità e non sorprende il successo che hanno avuto e continuano ad avere. Per impreziosirli, anche delle bellissime toppe sono all’ultimo grido. 

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