Sichuan: terra di panda, Buddha giganti e il centro commerciale più grande del mondo

Un viaggio in Sichuan parte piano, tra nebbia mattutina e tazze di tè, e finisce dove non ti aspetti: tra panda, antichi colossi di pietra e architetture da futuro prossimo.

L’aria di Chengdu è umida e gentile. Le persone giocano a mahjong nei parchi. Un profumo di brodo piccante aleggia dietro ogni angolo. Qui la vita scorre lenta e precisa.

Panda gigante Sichuan
Sichuan: terra di panda, Buddha giganti e il centro commerciale più grande del mondo – ciaostyle.it

I panda giganti non sono un’icona, sono un impegno quotidiano. Nella base di ricerca alle porte di Chengdu li vedi all’alba, quando i custodi portano il bambù fresco. I numeri contano: la specie oggi è “vulnerabile”, con circa 1.860 esemplari stimati in natura. I programmi di riproduzione sono rigorosi. Le visite sono regolamentate. Un tecnico mi ha indicato le impronte su un sentiero di terra, come a dire: eccoli, sono davvero qui.

Poi alzi lo sguardo verso nord. La Valle di Jiuzhaigou custodisce laghi color turchese e boschi che d’autunno si incendiano. È un sito UNESCO che chiede rispetto e tempi lenti. Qui il silenzio pesa più dei dati, ma la quota si sente nelle gambe e l’acqua è trasparente come vetro.

Il palato capisce il Sichuan prima della mente. L’hot pot ribolle e sprigiona il profumo del pepe di Sichuan. Non brucia soltanto. Intorpidisce, vibra, apre. Lo chiamano “mala”: piccante e pungente. Il mapo tofu arriva rosso rame e lucido. Le verdure croccano. Le conversazioni si accendono come fuochi brevi, poi si spengono nel vapore.

A un’ora e mezza di strada, il Buddha gigante di Leshan siede con calma immensa. È alto circa 71 metri e guarda la confluenza di tre fiumi. La spalla misura quasi 28 metri. Lo hanno scolpito tra l’VIII e il IX secolo, e da allora regge vento e pioggia. Le scale lungo il fianco fanno tremare le ginocchia, ma la vista dal fiume chiarisce tutto: l’uomo è piccolo, l’acqua è paziente.

La scala che sorprende

Ed è solo a metà che il Sichuan cambia ritmo. A Chengdu si apre il New Century Global Center, un complesso commerciale coperto tra i più grandi al mondo.

Le classifiche variano e non esiste una misura unica e definitiva per “più grande”, ma i numeri impressionano: apertura nel 2013, oltre un milione di metri quadrati di superficie totale, hotel, uffici, cinema, una spiaggia artificiale con onde e un parco acquatico al coperto che simula il sole. Cammini e il soffitto diventa cielo, il mare è una piscina. Il contrasto con i templi di legno è netto, e funziona proprio per questo.

Questa terra tiene insieme estremi con naturalezza. I cortili dei teatri di opera del Sichuan, dove la maschera cambia in un lampo. Le corsie lucide del centro commerciale, dove l’acciaio riflette i passi. I bambù che scricchiolano al vento. Le insegne al neon che si accendono al crepuscolo.

La domanda resta, semplice. Cosa ti porti via: il tocco lieve di un panda che mastica, il volto calmo del Buddha, o l’eco delle scale mobili sotto un cielo finto? Io scelgo un’immagine che non chiede fretta: una coppia che condivide una ciotola di noodles, mentre fuori la città cresce, e da qualche parte un fiume continua a parlare alla pietra.

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