Cristina Parodi, il dramma: “Abbiamo pianto e pregato in silenzio”

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“Si piange e prega in silenzio”: così Cristina Parodi ha parlato qualche tempo fa del dramma vissuto da lei e da tante persone che le sono state vicine. Un dramma che ha coinvolto tutta Italia.

“Una città deserta, immobile e straziata dal dolore” scrive la giornalista su Oggi. Bergamo è la città dove Cristina Parodi vive, insieme ai figli ed al marito Giorgio Gori (sindaco). La Parodi ricorda come durante la prima ondata si cantasse dai balconi, in segno di speranza: “ognuno di noi conosce almeno una persona che sta male, è ricoverata in ospedale o è morta. Bergamo prega invece di cantare e si stringe intorno al proprio dolore”.

Cristina Parodi: “Il dramma della mia Bergamo”

Sin da subito Cristina Parodi ha fatto il possibile per poter aiutare gli altri. Dopo aver assistito al disastro del 9 marzo, quando sono finiti i posti letto in terapia intensiva, la donna ha deciso di contattare Cesvi, organizzazione non governativa di Bergamo di cui lei è ambasciatrice. Insieme a Cristina Parodi, la Ong ha attivato una raccolta fondi: “un lavoro che dà un senso alla mia impossibilità di uscire e rendermi utile in altro modo” aveva commentato la giornalista.

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Nonostante i grandi risultati ottenuti dalla sua iniziativa (tre milioni e mezzo di euro), Cristina Parodi comunque si rattrista per tutte le vittime del virus. “Una Spoon River ben più triste, perché intessuta di persone che nessuno canterà o ricorderà”.

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Cristina Parodi però non è l’unica ad essersi attivata: la sua famiglia si sta dedicando a dare una mano a chi durante questo periodo di pandemia è rimasto solo. Il figlio Alessandro, per esempio, è uno dei volontari che fanno la spesa per gli anziani e la consegnano a domicilio. Ovviamente, poi, c’è il marito Giorgio Gori. “Non si è mai fermato un attimo dall’inizio di questa epidemia” ha spiegato la donna, consapevole che “non potrei mai convincerlo a fermarsi”.