SuperLega, l’ironia di Lino Banfi: “Sono nel pallone come Oronzo Canà”

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Nuova bocciatura per la SuperLega, l’ironia del celebre attore pugliese Lino Banfi: “Sono nel pallone come Oronzo Canà”.

(screenshot video)

La nuova SuperLega trova stroncature di ogni tipo: non piace ai tifosi, né delle squadre che vi partecipano né di quelle che non sono state ‘ammesse’, non piace a calciatori e allenatori, e non piace nemmeno a gran parte del mondo politico. Trasversale la contrarietà, da Boris Johnson a Mario Draghi, passando per Enrico Letta.

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Ovviamente, non mancano nemmeno l’ironia e il sarcasmo sulla nuova SuperLega, come quello che fa il noto attore comico pugliese, Lino Banfi, interpellato sull’argomento dall’Adnkronos. Il celebre protagonista del film-cult “L’allenatore nel pallone” fa riferimento proprio ad Oronzo Canà, il suo personaggio più amato, sostenitore del 5-5-5.

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Le parole di Lino Banfi sulla SuperLega: ecco cosa ha detto l’attore

Il famigerato attore pugliese, che da ieri ha uno spazio tre volte a settimana all’interno della trasmissione ‘Oggi è un altro giorno’, sottolinea: “Altro che allenatore nel pallone… qui non è il mio Oronzo Canà ma sono proprio quei grandi club a essere finiti nel pallone… e con loro rischiano di esserlo anche i tifosi, che non ci capiranno più niente!”. La stroncatura al nuovo torneo è senza possibilità di replica: “Lo sa come lo definirebbe Oronzo Canà? Una ‘stronzeta’!”.

Poi evidenzia ancora: “Spero che lo ammettano e ci ripensino”. Per Lino Banfi, il suo Oronzo Canà “si rifiuterebbe di andare ad allenare una squadra che gioca solo un torneo estero, lui è troppo attaccato all’Italia e alla sua Puglia, è patriottico. Però magari, senza Juventus, Inter e Milan, ci sarebbe più spazio in Serie A per Bari, Lecce e Foggia”. Poi torna serio: “Non è giusto che club di grande tradizione e tifo, penso ad esempio alla Roma o al Napoli, vengano esclusi a priori da un grande torneo e che squadre di provincia ma che hanno contribuito a fare la storia del nostro calcio, dal Cagliari di Gigi Riva all’Atalanta di oggi, siano costrette a fare da ‘fanalino di coda’ rispetto ai grandi interessi economici e finanziari che creano un evidente squilibrio”.