Marco Eletti ha ucciso il padre a martellate: è stato concorrente dell’Eredità

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Marco Eletti, il giovane scrittore di gialli accusato del brutale omicidio di suo padre, in passato aveva anche partecipato all’Eredità

Marco Eletti, giovane e “insospettabile” scrittore, è accusato di aver ucciso suo padre nel più efferato e brutale dei modi. Il 33enne, impiegato tecnico in un’azienda di ceramica nel Reggiano con velleità letterarie, in passato aveva anche partecipato al programma L’Eredità.

Il curriculum da “bravo ragazzo” di Marco Eletti

Marco Eletti avrebbe ucciso il padre Paolo, 58 anni, colpendolo più volte alla testa con un martello. All’origine del drammatico gesto ci sarebbero problemi economici: Marco non viveva con i genitori ormai da tempo, aveva un lavoro autonomo e una vita indipendente insieme alla sua compagna. Papà Paolo e mamma Sabrina risiedevano a San Martino in Rio dove spesso lui andava a visitarli.

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A lanciare l’allarme dopo il delitto sarebbe stato lo stesso 33enne, poi arrestato dalla polizia con l’accusa di omicidio e tentato omicidio: avrebbe infatti provato ad ammazzare anche la mamma, trovata in stato di incoscienza con i polsi tagliati poco lontano dal cadavere del marito, e ora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Reggio Emilia. Stando all’ultimo bollettino medico, la poveretta è in coma farmacologico indotto: quando è arrivata aveva perso molto sangue ed era stata narcotizzata. I medici non hanno ancora sciolto la prognosi, ma sono fiduciosi di poterle salvare la vita.

Lo scrittore, piuttosto noto al grande pubblico (ha anche una voce tutta sua su Wikipedia), ha negato ogni accusa, ma pare che prima del delitto avesse avuto un’accesa discussione con i genitori per motivi economici. Quando ha chiamato le autorità ha denunciato un principio di incendio, ma gli agenti hanno poi scoperto il resto e al termine di un lungo interrogatorio, durato tutta la notte, le sue dichiarazioni sono state ritenute contraddittorie e il principio d’incendio un tentativo per depistare le indagini.

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Di qui il provvedimento di fermo, pur in assenza di una confessione. Sarà ora un tribunale, dopo un processo che si annuncia lungo, complesso e con un forte impatto mediatico, a confermare o smentire le accuse a carico del giovane scrittore e stabilire l’eventuale condanna.