Primo Maggio, orrore a Torino: Mario Draghi “decapitato”

0
1326

Primo Maggio decisamente burrascoso a Torino, dove alcuni manifestati hanno esposto una ghigliottina con la testa mozzata del premier Mario Draghi.

La piazza è caldissima in questo Primo Maggio ancora segnato dall’emergenza Covid e la situazione rischia di sfuggire di mano. A Torino, in particolare, si è assistito a una vera e propria escalation di tensioni. La manifestazione parallela a quella organizzata dai sindacati nella sala Carpanini del Comune di Torino è degenerata in violenti scontri tra manifestazioni e forze dell’ordine. E non solo.

Un sabato di scontri e tensioni a Torino

A Piazza Castello, sotto la sede della Regione Piemonte, è esploso il caos. Il corteo composto principalmente da centri sociali, No Tav e anarchici del Fai era partito da piazza Vittorio per poi ricongiungersi con altri manifestanti proprio in piazza Castello, dove nel frattempo era spuntato anche un fantoccio del premier Mario Draghi, oggetto di una macabra decapitazione con una ghigliottina di fortuna. Apriti cielo.

Leggi anche –> Roma, cittadini contro il piano vaccinale: “Dobbiamo andare in ferie”

La simbolica “decapitazione” dell’ex numero uno della Bce ha urtato la sensibilità di molte persone, suscitando grande imbarazzo tra le file della sinistra (in piazza con i soliti facinorosi c’erano anche esponenti di Pd e Liberi e Uguali, alleati di governo). Draghi, del resto, gode di fiducia, stima e rispetto trasversali e comunque la si pensi non merita certo un simile (pur simbolico) trattamento.

Leggi anche –> Sostegni bis, soldi a fondo perduto e tagli delle tasse: le novità 

In Piazza Castello, tra l’altro, non c’era molta gente, dato che le celebrazioni ufficiali della festa del lavoro si tenevano in un’altra piazza cittadina e in collegamento con maxi schermo con la sala Carpanini del Comune di Torino, scelta come location dei comizi finali della manifestazione a causa delle restrizioni previste dall’emergenza coronavirus. La speranza è che l’episodio resti un caso isolato e non segni l’inizio di una nuova ondata di violenze.