Superlega, dalla Spagna la bomba: tutti i 12 club ne fanno ancora parte

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La notizia esclusiva sulla Superlega, dalla Spagna la bomba: tutti i 12 club ne fanno ancora parte, ecco cosa scrive El Confidencial.

(Angel Martinez/Getty Images)

Il progetto Superlega non è svanito del tutto, anzi emergono in queste ore nuovi documenti che ‘incastrano’ alle proprie responsabilità anche le nove società che hanno spiegato di esserne uscite. Si tratta infatti di un accordo commerciale privato per creare la Super League al di fuori di UEFA e FIFA. E questo accordo non sarebbe mai stato sciolto.

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Il quotidiano spagnolo El Confidencial ha avuto accesso al documento firmato il 17 aprile da Manchester United, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Manchester City, Liverpool, Real Madrid, Barcellona, ​​Atlético de Madrid, Inter, Milan e Juventus. Tutte queste squadre di calcio hanno lo stesso numero di azioni. Nessuna, a quanto pare, si è finora formalmente tirata indietro.

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Il documento dei 12 club che vogliono fondare una Superlega

Quello che è scritto nel documento, infatti, non lascia spazio a molte interpretazioni dal punto di vista giuridico: “I fondatori hanno accettato di possedere congiuntamente ed equamente la European Super League Company SL, una società a responsabilità limitata che possiederà, gestirà e gestirà la Super League direttamente e attraverso una serie di sussidiarie”. Due giorni dopo, l’annuncio della nascita della Superlega, che appunto avrebbe dovuto creare un terremoto nel calcio, se consolidata, vista anche la crisi che attraversano Fifa e Uefa.

Ci sono state telefonate, gare, riunioni d’emergenza e infine gli attuali dirigenti del calcio hanno deciso di usare il pugno duro e colpire le 12 squadre dissidenti, con conseguenti gravi minacce. “I club interessati non potranno partecipare a nessun’altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale. I loro giocatori potrebbero essere privati ​​della rappresentanza delle rispettive nazionali”, spiegavano i vertici del calcio. Costringendo nove squadre su 12 a fare dietrofront. Sulle barricate restavano Juventus, Real Madrid e Barcellona.

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Tuttavia, nessuna di queste squadre ha venduto la propria partecipazione. Le azioni che possiedono nella società che gestirà la Super League vengono mantenute. L’accordo con gli investitori è quindi in vigore e non è stato risolto. Né nessuno dei club ha tentato di risolverlo. Né hanno denunciato il contratto in tribunale, quindi la conclusione è ovvia: sono ancora membri a pieno titolo. Tutti, nessuno escluso, vanno avanti dunque nel progetto di creare una Superlega, anche se qualcuno dice il contrario. Per evitare di essere sanzionati, e anticipando gli eventi, i club fondatori hanno presentato una richiesta di misure cautelari davanti a un tribunale commerciale di Madrid che ha concordato con loro.

Quindi, ha ordinato a FIFA e UEFA di astenersi dal sanzionare le squadre e ha affermato che se lo avessero fatto, avrebbero commesso un atto illecito. Allo stesso tempo, il capo del tribunale, Manuel Ruiz de Lara, ha presentato una questione preliminare molto semplice davanti alla giustizia europea. La questione è la seguente: qualsiasi impresa può avviare un’impresa e finché non ha concorrenza, ne terrà il monopolio, ma se per mantenere quella posizione di potere nel mercato, l’impresa minaccia e/o costringe i suoi possibili rivali, sta compiendo un atto legale o illegale? Probabilmente, secondo i giudizi, quegli atti sono illegali, in sostanza le minacce di Uefa e FIFA sono fuori legge e vanno contro il diritto alla libera concorrenza.