AstraZeneca per i giovani, torna la paura: “Non è più sicuro”

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Altre novità per quanto riguarda la sommistrazione di AstraZeneca nei più giovani: parla Guido Rasi, ex dg dell’agenzia del farmaco

Astrazeneca

Le sommistrazioni di vaccino continuano ad essere sempre di più in Italia, ma torna nuovamente la paura per quanto riguarda AstraZeneca. Così è tornato Guido Rasi, ex dg della stessa agenzia europea del farmaco e al momento consulente del commissario Figliuolo, che ha svelato ai microfoni di Open che sotto i 40 anni il rapporto tra benefici e rischi per le donne non sia più a vantaggio di questo vaccino, che comporterebbe più rischi che benefici per i giovani.

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AstraZeneca per i giovani, la spiegazione del prof Rasi

Già da tempo si era discusso degli effetti collaterali non sono certo nuovi, ma l’apertura degli Open day ai più giovani va rivisto subito. Così lo stesso professore Rasi ha rivelato tutte le novità: “Non c’è alcun errore, ma si stanno cambiando dei parametri sui cui Ema aveva dato il via libera ad Astrazeneca e a tutti gli altri vaccini finora autorizzati”. Così il professore ha continuato a spiegare: “Bisogna utilizzarlo sopra i 60 anni, come aveva raccomandato Aifa visto che è un vaccino reativo. Per persone più anziane il rischio di trombosi è molto basso, pari a zero. Così bisognerebbe sommistrare agli Open day per i giovani i vaccini a Rmna“.

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Infine, lo stesso Guido Rasi ha voluto calmare anche i giovani che hanno già avuto la prima dose del vaccino: “Non ci saranno rischi tardivi. Sono importanti i primi sette giorni dopo la dose. Se non ci sono trombosi in atto, non le avrà più e ci saranno soltanto benefici. Voglio tranquilizzare chi l’ha fatto: ha protetto le persone vicine”.

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