Riconosci questo abito? E’ una geniale creazione sartoriale, nata dall’unione tra moda e arte

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L’abito che devi indovinare è una straordinaria creazione degli anni Trenta, nata dall’unione di due genialità, che seppero distinguersi all’epoca per una visione molto ampia della moda e dell’arte. 

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Foto da Instagram @322couture

L’abito è tra i più iconici di tutta la storia della moda internazionale e la stilista che lo ideò era considerata come la grande rivale di Coco Chanel. E’ lei ad aver inventato la nuance rosa shocking e grazie al suo carattere ribelle e anticonformista riuscì pian piano ad approdare nella Parigi della Haute Couture, fino a diventare una delle figure più influenti nel mondo della moda.

La stilista si dedicò non solo agli abiti, ma aveva grande interesse anche per l’arte. E proprio grazie a questa sua indole creativa e trasversale, riuscì a intuire la grandezza che poteva nascere dall’incontro con Salvador Dalí, tra gli artisti più talentuosi di tutto il Novecento.

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Riconosci l’abito? Come è nato e il concetto creativo

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Foto da Pinterest

L’abito che si nasconde nell’immagine è lungo, da sera, fatto di seta bianca con un decoro famosissimo, posto al centro della gonna. A indossare per la prima volta il vestito fu Wallis Simpson, durante un servizio fotografico di Cecil Beaton – poco prima del suo matrimonio con il Duca di Windsor. Allora ci sei? Hai capito di quale abito stiamo parlando?

Esatto, stiamo parlando del noto Abito Aragosta, creato dall’unione delle menti della stilista Elsa Schiaparelli e l’artista Salvador Dalí. Elsa aveva già un proprio stile piuttosto fantasioso – dal suo atelier uscirono maglioni-tatuaggio, golf trompe-l’oeil, ricami dorati – e dunque la collaborazione con Dalí fu quasi naturale.

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Foto da Instagram @
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Salvador Dalí  era un abilissimo disegnatore e l’aragosta era – secondo il suo punto di vista – rappresentava un oggetto di tendenza. L’idea dell’aragosta era ben presente nella mente di Dalí, secondo il quale aveva una connotazione sessuale,  sinonimo di eleganza e sinuosità femminile.

Nella primavera del 1937, Elsa Schiaparelli contattò Salvador Dalì – già uniti da una forte amicizia – chiedendogli di disegnare un’aragosta per un abito da sera in organza bianca. La celebre fashion designer venne così influenzata dal surrealismo nel suo processo creativo.

L’abito Aragosta mise in evidenza la femminilità in tutta la sua complessità attraverso i colori e non solo: il bianco, simbolo di purezza e castità, che mette in evidenza una grande aragosta rossa posta sul davanti. L’immagine creò non a caso immediato scalpore.