Omicidio di Aosta, Elena sgozzata a 32 anni: si infittisce il mistero

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Omicidio di Aosta. Emergono nuovi sviluppi sulla donna assassinata nel suo appartamento. Scopriamo i dettagli. 

Si chiamava Elena Serban Radula. La 32enne di origini romene era giunta nella piccola regione del Nord Ovest da meno di un mese. La Radula è stata trovato nella sua abitazione priva di vita a causa di una ferita da arma da taglio alla gola. La palazzina in questione si trova in via dei Partigiani, una zona molto vicina al centro di Aosta.

Ad oggi si cerca il fautore dell’omicidio, ma non si esclude che le azioni siano imputabili anche a più persone. Una vicenda che ha lasciato tutti senza parole e sotto choc.

Omicidio ad Aosta: ora è caccia agli assassini

Il corpo della Radula è stato trovato dalla sorella e dai vigili del fuoco. La sorella Alexsandra era arrivata da Lucca e non riuscendo ad aprire la porta ha avvisato i vigili del fuoco. Una volta entrati hanno solo potuto dichiarare il decesso della donna.

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Sgozzata da una profonda ferita alla gola: è così che l’hanno ritrovata. In base al rigor mortis e altre analisi il decesso risalirebbe a sabato, ma nessuno nel condominio avrebbe sentito particolari rumori. L’intervento della Squadra Mobile e della Scientifica è stato repentino. Sul posto sono giunti anche il procuratore capo di Aosta, Paolo Fortuna e i sostituti procuratori Luca Ceccanti e Manlio D’Ambrosi. A questi ultimi è affidata l’inchiesta.

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Sono molti i fattori che giocano a favore delle forze dell’ordine. L’ingresso del palazzo è videosorvegliato, ma sono state prese anche le registrazioni delle videocamere entro un chilometro dalla zona. Al momento non sembra probabile l’ipotesi che vede il presunto killer essersi introdotto dalla finestra. Il rischio di farsi notare sarebbe stato troppo alto.

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Ci sono buone probabilità che la vittima abbia fatto entrare in casa il presunto assassino. La via di fuga più probabile potrebbe essere il cortile. Quest’ultimo permette di allontanarsi senza passare dalla strada.

La sorella ha dichiarato agli inquirenti che la Serban non le aveva raccontato nulla di strano. La Polizia ha parlato anche con il proprietario dell’alloggio e l’amministratore condominiale. Ad oggi le indagini proseguono a ritmo serrato per capire chi volesse la morte della donna.