Vittorio Brumotti choc: “L’aggressione più feroce della mia vita” VIDEO

Vittorio Brumotti ha raccontato l’aggressione subita al Quarticciolo di Roma, definendola come la più feroce della sua vita.

Qualche giorno fa Vittorio Brumotti è stato vittima di un’aggressione mentre documentava l’attività di spaccio al Quarticciolo di Roma. Lui e la sua troupe sono stati salvati dall’intervento dei Carabinieri, i quali hanno separato gli aggressori dalle loro vittime e scortato al sicuro l’inviato di Striscia, il cameraman e il giornalista che li aveva accompagnati. In seguito alla notizia dell’aggressione, Brumotti è stato destinatario di messaggi di solidarietà, ma anche di minacce e critiche.

A criticarlo è stato anche Gabriele Rubino, conosciuto dai più come Chef Rubio, il quale su Twitter ha preso le difese degli abitanti del quartiere romano, ritenendo simili servizi ingiusti nei confronti di chi vi abita. Le parole utilizzate dallo chef, però, hanno fatto discutere, visto che ha scritto: “Non sapete nulla del core immenso del Quarticciolo, voi giornalisti da strapazzo vi dovreste vergognare per la propaganda infame che riservate a chi è abbandonato dallo Stato, e resiste nonostante tutto con dignità e umanità. Brumotti sei un infame, troppe poche te n’hanno date”.

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Vittorio Brumotti: “L’aggressione più feroce della mia vita”

 

Nelle scorse ore l’inviato di Striscia ha raccontato ciò che è successo, sottolineando il terrore provato in quei momenti concitati: “E’ stata l’aggressione più feroce della mia vita”. L’inviato di del tg satirico si trovava nel quartiere romano da tre giorni, al fine di realizzare un servizio che potesse mostrare come funzionava il giro di spaccio al suo interno. I suoi movimenti e le sue intenzioni sono presto giunte all’occhio vigile delle sentinelle. A quel punto hanno deciso di mandargli un messaggio chiaro e di cacciarlo dalla zona.

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Su quanto visto e filmato, Brumotti spiega: “Si spaccia a cielo aperto, lungo la strada. Una situazione ingestibile, con pusher, sentinelle e picchiatori dietro i quali c’è una potente famiglia della ‘Ndrangheta”. Per quanto riguarda le parole di Chef Rubio, Brumotti risponde: “Chef Rubio ha giocato a rugby ma evidentemente ha dimenticato i valori di quello sport”.

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