Barbara D’Urso “incastra” Matteo Salvini: la dichiarazione sugli omosessuali

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A Domenica Live Barbara D’Urso ha messo alle strette il leader leghista Matteo Salvini su un tema caldissimo: il contrasto alla violenza contro gli omosessuali. 

Barbara D’Urso è sul piè di guerra. Quando si tratta di diritti civili, la conduttrice partenopea non esita a scendere in campo e difendere i valori in cui crede con le unghie e con i denti. Ne ha dato dimostrazione nel corso dell’odierna puntata di Domenica Live. Barbarella ha accolto in collegamento il leader della Lega Matteo Salvini chiedendogli spiegazioni sulla linea del Carroccio rispetto al ddl Zan, il disegno di legge che mira a inasprire le misure contro gli omotransfobici. Ne è scaturito un bel match…

Il pressing di Barbara D’Urso su Matteo Salvini

Il tema è caldissimo anche per via del caos scoppiato in casa Rai, dopo che Fedez ha accusato Viale Mazzini di censura sulle questioni LGBT: la vicepresidente di Rai Tre, Ilaria Capitani, avrebbe avuto qualche dubbio (è un eufemismo) sull’opportunità che il rapper leggesse nel corso del Concertone Primo Maggio alcune frasi contro i gay pronunciate in passato da esponenti della Lega. Il marito di Chiara Ferragni ha poi letto le esternazioni incriminate e svelato il retroscena, scatenando un polverone politico-istituzionale.

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Ebbene, Barbara D’Urso ha mandato in onda proprio la clip in cui Fedez al Concertone legge le frasi dei leghisti contro i gay. Matteo Salvini ha ascoltato e aggrottato il sopracciglio, cominciando a preparare la difesa. E una volta presa la parola ha cercato di spostare l’attenzione dal tema del giorno (il ddl Zan, appunto) alle adozioni gay. Barbarella gli ha quindi ricordato che queste ultime non sono contemplate nel ddl in questione e ha messo il suo interlocutore alle corde: “Cosa c’entra questo?“. Lui ha continuato, dicendosi d’accordo con lei e sostenendo che chi si macchia di reati contro chiunque debba essere punito.

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Il punto è che il ddl Zan è osteggiato proprio dalla Lega, e la conduttrice non ha mancato di ricordarglielo. Salvini ha ribattuto che una legge per tutelare chi subisce violenze c’è già e che a suo avviso non ne servono altre. L’altra ha però tenuto il punto, osservando che alcune persone non vengono menate a casaccio, ma proprio a motivo del loro orientamento. E a quel punto il leghista, disarmato, si è detto disposto a firmare “anche domani” la legge. Ogni promessa è debito…