Caterina Guzzanti, il padre Paolo: i rapporti tra loro non sempre facili

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La vita privata di Caterina Guzzanti, il padre Paolo: i rapporti tra loro non sempre facili, adesso la situazione è meno complessa.

(Instagram)

La terza delle figlie di Paolo Guzzanti, Caterina, è nata nel 1976, diversi anni dopo i suoi fratelli maggiori, Sabina e Paolo. Come noto, è figlia di Germana Antonucci, la prima moglie di Paolo Guzzanti, ma subito dopo la sua nascita, i genitori si separarono. Come per gli altri due figli, i rapporti con il padre non sono stati mai troppo buoni.

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Il giornalista e saggista ha oggi compiuto gli 80 anni e ha avuto anche altri tre figli, Liv Liberty, Lars Lincoln e Liam Lexinghton, dalla seconda moglie Jill Falcigno. Anche con lei la relazione si è conclusa. Nel frattempo, solo nel 2018 per la prima volta, il padre e la figlia terzogenita hanno rilasciato un’intervista insieme, a Roma.

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Il rapporto di Caterina Guzzanti con il padre Paolo: ecco come stanno le cose

(screenshot video)

Paolo Guzzanti, come racconta il quotidiano Il Messaggero, sottolinea come vedeva la sua figlia minore “protetta da questi suoi fratelli genitori, che erano come degli angeli giganti”. Ricorda di sentimenti forti e di lacrime di gioia, ma non solo. In quelle lacrime c’erano anche “nostalgia, rimorso, senso di colpa”. Il giornalista ammette gli errori e spiega che mentre con Caterina ha recuperato il rapporto, “con Corrado e Sabina cerco di rispettare la loro unicità”.

Caterina Guzzanti ha un figlio che si chiama Elio, avuto dal compagno Walter, e spiega: “Il piccolo si chiama Elio, come il fratello di mio padre, un personaggio molto particolare che era simpatico a tutta la famiglia”. Paolo Guzzanti racconta quindi la gioia di essere nonno: “Il mio terrore era che mi fosse indifferente o che non potessi sviluppare un amore nuovo, dedicato. Poi Caterina mi mostrò le ecografie. Rimasi sbalordito. Mi affezionai subito. E ora Elio mi gratifica molto perché quando viene a casa mia abbiamo i nostri percorsi stabiliti, come la stanza in cui disegniamo, quella del vecchio giocattolo”.