Vittorio Boiocchi: il capo ultrà dell’Inter sorvegliato speciale

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Chi è Vittorio Boiocchi: il capo ultrà dell’Inter sorvegliato speciale, dai rapporti con la mala all’ultimo arresto nei mesi scorsi.

(Facebook)

Una vita davvero violenta e travagliata quella del capo ultrà dell’Inter Vittorio Boiocchi, 68 anni, 26 di carcere alle sue spalle. L’uomo infatti era stato arrestato appena nel marzo scorso. Insieme al 67enne Paolo Cambedda, erano infatti stati sorpresi a bordo di un’auto rubata in via Pinturicchio. All’interno del mezzo che guidavano c’erano una serie di oggetti che hanno contribuito a complicare la loro posizione.

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Tra questi, un paio di manette, delle pettorine della guardia di finanza, un taser e una pistola a salve con la canna modificata, che quindi poteva sparare proiettili calibro 38. In precedenza, Boiocchi aveva avuto una lite con un altro capo ultrà, ovvero Franchino Caravita. I due se le erano date di santa ragione durante una partita di campionato, poi Boiocchi era finito in ospedale per problemi cardiaci e Caravita lo era andato a trovare.

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Perché Vittorio Boiocchi capo ultrà dell’Inter è un sorvegliato speciale

(Mattia Ozbot/Getty Images)

Un incontro che aveva suggellato la pace, con tanto di foto finita sulla pagina Facebook della curva Nord e poi i due che avevano chiarito che non c’era alcuna faida tra frange della tifoseria. Poi era stato Caravita in un’intervista a chiarire: “Il nostro è stato solo uno scontro personale. Non c’è una faida interna, nè una guerra di egemonia per prendersi la curva”. Intanto, per Boiocchi in queste ore è arrivata un’altra grana di quelle davvero pesanti: i giudici Roia-Tallarida Pontani hanno firmato un’ordinanza che lo costringe a star lontano dagli stadi.

Viene infatti disposta nei confronti di Vittorio Boiocchi la sorveglianza speciale per 2 anni e 6 mesi. Tra le prescrizioni, anche il divieto di accedere allo stadio di San Siro, anzi dovrà tenersi lontano due km dallo stadio. Questo al fine di “spezzare quel legame pericoloso” con la “tifoseria interista”. Inoltre, si tratta di una scelta per tutelare gli ultrà non “criminali”. Vittorio Boiocchi è stato detenuto dal 1992 al 2018 e secondo i giudici non si sarebbe mai ravveduto rispetto alla sua condotta criminale.