Damiano dei Maneskin batte Chiara Ferragni: l’influencer oramai perde terreno

Chiara Ferragni sembra ormai acqua passata: adesso è Damiano con i suoi Maneskin a dettare le leggi di uno stile nuovo, autentico e ‘fluido’

Criticato, amato, odiato, gettonato come fenomeno da baraccone, ma lui incurante prosegue la sua strada nel miglior modo che possa fare: il suo. Damiano David, conosciuto semplicemente come Damiano dei Maneskin diventa a tutti gli effetti, pur non volendolo o immaginandolo, un influencer d’eccellenza e forse neanche lui sa perché.

damiano maneskin
Foto da Canva

Viviamo in piena generazione Z, quella dei nuovi teenager che non sentono alcun bisogno di etichettarsi come maschio, femmina, omosessuale, eterosessuale o bisessuale, ma che sentono un’unica, grande e preziosa necessità, quella dell’esprimere semplicemente ciò che si possiede dentro.

Questo lo sa fare molto bene il nostro caro Damiano, che sin dagli esordi a X-Factor ci proponeva look decisamente alternativi e fuori da ‘qualsiasi contesto’. Tuttavia lui il contesto se l’è creato appieno, con uno stile che sa di nuovo, moderno, dal gusto sfizioso e genderfluid. Perché quindi ha permesso di lanciare questo nuovo trend che sarà in assoluto il più gettonato di tutto il 2022?

Chiara Ferragni è stata messa all’angolo: Damiano dei Maneskin ci insegna un nuovo modo di concepire la moda

Classe 1999, dal look birbante, a tratti da latin lover, anche se poi risulta un cucciolone e un ragazzo dolcissimo: Damiano David è frontman e voce dei Maneskin, il gruppo che sta letteralmente conquistando l’America, così come il mondo intero. Forse l’Italia non se lo merita e non se li merita, non solo per un incredibile talento, ma anche per un modo di esprimersi che va al di là di tutto, comprese le etichette.

concerto maneskin
Foto da Getty Images

Damiano è etero(anche se non frega in fondo a nessuno), giovane, felicemente impegnato e adora indossare i tacchi, le zeppe, pantaloni attillatissimi, bralette, smalti e eyeliner tirati di precisione. Eppure ancora bisogna sottolinearlo che ad un ragazzo ‘possano piacere le donne pur amando il trucco’, perché viviamo in un mondo che fa fatica ad evolversi.

Damiano ha creato in tutti questi anni un seguito pazzesco, non solo per il suo talento, per la sua voce sabbiata, a tratti profondamente matura e sincera, ma anche per uno stile che esulando da tutto il resto ha trovato un brevetto vero e proprio: la moda genderfluid. Questa è forse l’unica etichetta che piace a chi non ha voglia più di indossarle al polso, poiché non si sente semplicemente il bisogno di giustificare i propri gusti, ciò che piace e cosa no.

stile genderfluid
Foto da Getty Images

A Sanremo i Maneskin erano tutti in tinta, con catsuit femminili e sexy, pur sprizzando testosterone da tutti i pori, hanno indossato corsetti avvitati e camicette con maniche a palloncino, hanno completamente distrutto tutti quei canoni italiani che ci vogliono rosa se siamo donne, blu se siamo maschi. Forse tutto questo Damiano neppure lo sa, ma ha influenzato e continua ad influenzare positivamente la Gen Z, ovvero i nuovi nati sotto stelle che se ne fregano di definirsi in qualcosa. Perché non serve a nessuno farlo!

Lui risulta meraviglioso insieme a Victoria, Ethan e Thomas, vestiti con cappelli larghissimi, tacchi squadrati e resistenti, borchie, trasparenze di seta e lino, sensualità di leather e laccetti, delicatezze di smalti neri, bi e tricolor.

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Questo è ciò che vuole il 2022, quello che forse finalmente dobbiamo semplicemente accettare, a prescindere dal fatto che possa piacere o meno: se da una parte il nostro Stato ci vuole in categorie, la moda si è liberata dal pregiudizio e non ce lo conferma solo Damiano, ma anche Billie Eilish, Harry Styles, Jared Leto, Mika, Skin e persino una Grace Jones, che nonostante gli anni 70 e 80, ci aveva fatto innamorare della sua moda, che all’epoca non sapeva neppure di essere out gender.

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Quello che infine Damiano ci ha insegnato e che continua a insegnare è semplicemente questo: esprimersi è un vanto e per farlo bisogna ‘uscire’. Proprio da se stessi. Tornare poi, rientrare e acquisire una nuova consapevolezza: che nessuno potrà mai dirci cosa siamo, come baciare, chi baciare e cosa indossare. 

 

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