Pfizer: “Covid diventerà banale influenza, in autunno la normalità”

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Il presidente e ad di Pfizer, Albert Bourla, annuncia grosse novità in merito al vaccino della sua azienda: “Aumentano le forniture”.

vaccino Pfizer
Vaccino Pfizer FOTO Getty Images

Pfizer, l’amministratore delegato e presidente dell’azienda farmaceutica, Albert Bourla, si mostra parecchio ottimista riguardo le forniture di vaccino all’Europa già nel breve periodo. E lui stesso afferma che in autunno “torneremo alla normalità. Il futuro il Covid non sarà altro che una banale influenza”.

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Parole che l’alto dirigente di Pfizer ha rilasciato al Corriere della Sera ed anche ad altre testate europee. Per sviluppare il proprio vaccino, l’azienda ha scelto di muoversi completamente in proprio e di rinunciare ai sussidi del governo degli Stati Uniti, per quanto ingenti. “Questo per avere piena libertà di azione. Quando accetti i soldi del governo devi sottostare a degli obblighi invece e la cosa avrebbe potuto rallentarci”.

Difatti il vaccino dell’azienda è risultato il primo ad avere ottenuto i necessari permessi dagli organi preposti per una distribuzione di massa. L’investimento personale di Bourla è risultato ammontare a ben 2 miliardi di dollari.

“Un rischio, se il nostro ritrovato non fosse stato all’altezza avremmo rischiato il fallimento ed il mondo intero sarebbe rimasto in balia del Covid”. Invece il vaccino di Pfizer sta funzionando.

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Pfizer, previsto un massiccio aumento delle forniture da maggio

Anche questo, così come quelli di Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson ha mostrato qualche decina di effetti collaterali con anche delle vittime, a gennaio 2021. Ma gli esperti indicano la cosa come normale. Non esiste il rischio zero, specie nel novero di una distribuzione che in poche settimane coinvolge milioni e milioni di persone.

L’ad e presidente conferma che presto l’azienda aumenterà “drasticamente le forniture destinate all’Unione Europea per il secondo trimestre del 2021. Puntiamo alle 250 milioni di dose se non di più”. E poi cita l’esempio di Israele, che sta riuscendo a tenere a bada la pandemia e ha optato per diverse riaperture.

Anche se si tratta di una nazione sostanzialmente piccola e con soli 10 milioni di abitanti. Il rapporto con Pfizer è risultato molto stretto e la vaccinazione di massa ha migliorato le cose. E nello stabilimento di Puurs, in Belgio, il piano è di raggiungere le 100 milioni di dosi mensili prodotte a partire da maggio.

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Obiettivo vaccinazione anche nei Paesi del Terzo mondo

Il capo di Pfizer giustifica i ritardi ed i problemi nelle consegne a causa della “vastità del territorio dell’Unione Europea”, facendo riferimento anche alla non uniformità burocratica che a volte intercorre tra i vari stati membri. Ma ora lui dichiara che il ritmo sta aumentando e problemi di disponibilità non dovrebbero più essercene.

“Noi abbiamo la capacità di sfornare tre miliardi di dosi nel corso del 2022”. Inoltre il vaccino è sicuro anche contro le varianti, con tassi dell’85% registrati in Israele contro la mutazione inglese e con una efficacia generale del 97%.

Attualmente è allo studio anche un vaccino appositamente studiato per le fasce di età 12-15 anni e 16-18 anni, con ottimi risultati sin qui. Il leader di Pfizer è sicuro che, con un alto numero di persone vaccinate raggiunte sarà possibile tornare ad una condizione vicina alla normalità.

Lui dice anche che nei Paesi a basso reddito il vaccino viene fornito “a prezzo di costo”. E fa un esempio: per dire, in Africa occorre vaccinare quante più persone per impedire che il continente possa diventare il nuovo epicentro della pandemia, con il rischio di fare sviluppare ulteriormente anche le varianti.

Dosi Pfizer FOTO Getty Images