Ragazza uccisa, l’assassino: “Non mi piaceva come mi guardava”

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Desta spavento ed orrore l’omicidio di una ragazza uccisa per un motivo assurdo. Lei stava solo facendo il suo lavoro, ha pagato con la vita.

Marta Vento la ragazza uccisa
Marta Vento la ragazza uccisa Foto dal web

Ragazza uccisa per un semplice sguardo. Il triste destino è toccato ad una receptionist di un hotel. Lei si chiamava Marta Elena Vento ed aveva 27 anni. Ad ammazzarla brutalmente utilizzando come arma del delitto un set di tagliacapelli è stato un uomo di 32 anni.

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L’assassino si chiama Stephen Cole e pare sia affetto da schizofrenia paranoica. Lui ha assaltato la povera vittima a causa del modo in cui gli sorrideva. Si è scoperto che, solamente pochi giorni prima del delitto, lui era stato cacciato da un altro albergo per avere aggredito due ospiti.

Dopo questo episodio culminato con una ragazza uccisa, il giudice ha ordinato che il 32enne venga sottoposto a detenzione a tempo indeterminato, come previsto dalla legge sulla salute mentale vigente in Inghilterra.

L’assassinio di Marta è avvenuto nella città di Bournemouth, nel sud dell’Inghilterra. Il tutto risale alla mattina del 9 dicembre 2020, con la Vento prima brutalmente picchiata e poi finita senza pietà.

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Ragazza uccisa, l’omicida ha un passato turbolento

Nel passato di Cole figurano anche una aggressione a sua madre nel 2018 e tre condanne per atti osceni, tutti risalenti alla scorsa estate. Lui viveva in albergo ed a pagare il conto erano i suoi genitori.

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La difesa dell’imputato riporta che Marta Vento avrebbe guardato il proprio assistito “dall’alto al basso. Ed il suo è stato un modo per richiamare su di sé l’aiuto dei servizi sociali del quale necessitava.

Gli serve un trattamento”. Il giudice ha difatti ritenuto una grave mancanza da parte delle autorità preposte il non essere riuscito ad individuare l’innegabile deterioramento psichiatrico che affligge Stephen Cole.

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Al quale era stato negato l’utilizzo di un indispensabile farmaco antipsicotico. Il padre della ragazza uccisa, comparendo in tribunale, ha chiesto che ogni persona responsabile per la morte di sua figlia venga chiamata a rispondere di ciò. Direzione dell’hotel e responsabili dell’assistenza sanitaria compresi.

Foto Metro