No vax condannata in tribunale: “Lavoro e stipendio sospesi”, il motivo

0
223

Ha la peggio al cospetto del giudice una dipendente no vax la cui condotta viene ritenuta ingiustificabile. I perché della decisione a lei avversa.

Una no vax condannata in tribunale
Una no vax condannata in tribunale FOTO Getty Images

Dura la vita per i no vax. Ne sa qualcosa una donna che si è vista respingere di netto il proprio ricorso in tribunale a causa di una istanza intentata per motivi di lavoro. Lei è una operatrice sociosanitaria che esercita a Terni e che si è vista appioppare una sospensione insindacabile dalla propria professione, decisa dai suoi superiori.

Leggi anche –> Ignazio Moser, la FOTO dello scontrino mostruoso e gli insulti

Oltre a dovere restare a casa, è stato ritenuto legittimo anche il sospenderle lo stipendio, dopo che la no vax si è rifiutata di sottoporsi al vaccino anti Covid. Una scelta, la sua, che avrebbe rischiato di esporre a serio pericolo gli anziani ospiti della casa di cura nella quale lei lavora.

Compito di questa persona era il fornire assistenza a molte persone in terza età inoltrata. E che rappresentano una delle fasce più a rischio da quando si è scatenata la pandemia. Inaccettabile permettere qualcosa del genere. Ecco perché la questione è finita in tribunale.

Leggi anche –> Ladri a casa della celebre ex del Grande Fratello: “C’era mio figlio” FOTO

No vax, lavoratrice senza vaccino ha torto in tribunale

La dipendente era avversa al vaccino e si era rifiutata di sottoporsi ad esso in quanto riteneva che fosse ancora in fase sperimentale e quindi soggetto a possibile manifestazione di rischi per la salute.

Leggi anche –> Amici, ex allieva perde tutto in un incendio: vita rovinata VIDEO

Una cosa che riguarda però solo chi è soggetto a delle patologie e risulta avere un sistema immunitario già provato. Fatto sta che un no vax non può lavorare a contatto con gli anziani.

Se vuoi seguire tutte le notizie scelte dalla nostra redazione in tempo reale CLICCA QUI

Da qui il ricorso da parte sua contro un provvedimento ritenuto, dal suo punto di vista, ingiusto. Il giudice del Lavoro di Terni però le ha dato torto e ha ritenuto anzi la misura presa nei suoi riguardi “adeguata e proporzionata”.

FOTO Getty Images