giovedì, Febbraio 2, 2023

Pensioni, rivolta dei sindacati contro la legge Fornero: le proposte

In materia di pensioni si registra la netta ostilità di Cigl, Cisl e Uil al possibile ritorno della legge Fornero. Cosa chiedono i sindacati.

Pensioni le proposte dei sindacati
Pensioni le proposte dei sindacati Foto dal web

Pensioni, nelle scorse settimane sembrava profilarsi un ritorno alla legge Fornero, che tante critiche suscitò ai tempi del governo tecnico presieduto da Mario Monti. L’ipotesi è sorta dopo che è diventato certezza il fatto che non verrà confermato il sistema di Quota 100, il quale finirà in soffitta nel prossimo mese di dicembre dopo tre anni.

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Questa possibilità di riprendere la legge Fornero ha spaventato i sindacati, soprattutto perché la stessa prevede un aumento dell’età pensionabile. Si salirebbe ai 67 anni di vecchiaia oppure ai 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini ed ai 41 anni e 10 mesi per le donne. Sembra però che anche la legge Fornero verrà accantonata.

Per Cgil, Cisl e Uil la proposta è quella di accedere alle pensioni a 62 anni oppure allo scattare dei 41 anni di contributi, senza considerare l’età. Tutto questo a partire dal 2022. Ed in questo senso i sindacati lamentano il silenzio del governo e richiedono con urgenza un incontro con lo stesso.

I segretari generali Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri invocano un intervento urgente sulle pensioni, che occorre riformare. A loro avviso tornare alla legge Fornero e costringere milioni di persone vicine al traguardo del pensionamento a dover lavorare per altri 5 anni vuol dire vivere al di fuori della realtà.

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Pensioni, no netto dei sindacati alla legge Fornero: servono diversi interventi

Una riforma è indispensabile anche per dare un minimo di garanzie ai giovani di oggi, che rischiano di andare in pensione a 70 anni secondo i sindacati. Sono in tanti oggi ad accedere tardi al mondo del lavoro o a non accedervi affatto. E questo si tradurrà in una scarsità od in una mancanza di tutela in futuro.

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Viene invocata una ‘pensione di garanzia’ da modellare in base ai periodi di lavoro offerti ed anche a situazioni come stage formativi o disoccupazione forzata. Inoltre si richiede una considerazione speciale per i lavori usuranti e per il lavoro di cura delle donne, tra le più penalizzate per un inasprimento dei requisiti necessari per andare in pensione.

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I sindacati in quest’ottica richiedono un anticipo di pensione per 12 mesi per figlio o per incrementare il coefficiente di calcolo, in base alla volontà della diretta interessata.

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