Serena Mollicone, cosa avvenne il 1° giugno 2001: 20 anni di mistero

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Il delitto di Arce, con vittima la giovanissima Serena Mollicone, avvenne esattamente due decenni fa. A che punto siamo con la ricerca della verità.

Serena Mollicone
Serena Mollicone Foto dal web

Di Serena Mollicone si è molto parlato nel corso dei due decenni intercorsi dal delitto di Arce. Proprio lei fu la vittima di un qualcosa che ancora oggi presenta molti aspetti oscuri e che i parenti della ragazza uccisa a 18 anni il 1° giugno 2021 sperano di potere portare alla luce.

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Il suo corpo fu rinvenuto a distanza di tre giorni all’interno del bosco della Anitrella, molto vicino ad Arce. Il caso è stato riaperto e si avvarrà della testimonianza di più di 200 persone ritenute, in un modo o nell’altro, informate sui fatti.

Purtroppo non parteciperà al nuovo processo, come parte lesa, Guglielmo, il padre di Serena Mollicone. L’uomo è scomparso il 31 maggio 2020 all’ospedale Spaziani di Frosinone.

Il suo decesso era avvenuto dopo diversi mesi di malattia. E tutti lo hanno sempre ricordato come estremamente deciso a scoprire la verità sul tragico destino della figlia. A presiedere il processo è il Tribunale di Cassino.

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Serena Mollicone, le tappe cruciali di questa vicenda

Sulla giovane Serena si sa che il giorno della sua sparizione lei si recò in ospedale a Sora perché avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico di lieve entità. Ma da lì se ne persero le tracce.

Dopo ora di pranzo suo padre ne denunciò la scomparsa e qualche giorno dopo le ricerche si conclusero con la drammatica scoperta del corpo. Lei aveva la testa infilata in un sacchetto e mani e piedi legati.

Due anni dopo, il 6 febbraio 2003, ci fu l’arresto di Carmine Belli, carrozziere del posto, accusato di omicidio volontario e di occultamento di cadavere. Il processo a suo carico cominciò nel 2004 con l’assoluzione.

L’opinione pubblica fu generalmente concorde con questo verdetto, ribadito anche in appello ad inizio 2006 ed in Cassazione verso la fine dello stesso anno. Una svolta significativa sul caso di Serena Mollicone avvenne il 28 marzo 2008 per merito del brigadiere Santino Tuzi.

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Il mistero sulla morte del brigadiere Santino Tuzi

Questi confessò di avere visto la 18enne entrare nella caserma dei carabinieri di Arce proprio quel 1° giugno 2001. E non la vide uscire. Nemmeno un mese dopo fu ritrovato il cadavere dello stesso brigadiere, con un colpo di pistola al petto.

Era rinchiuso nella sua auto tra i boschi. L’ipotesi del suicidio in merito non aveva convinto fin da subito, in particolare la figlia di Santino Tuzi, convinta che la morte di suo padre centrasse con quella di Serena.

Anno 2009: la trasmissione “Chi l’ha visto” riceve una lettera anonima con due fotografie. L’informatore segreto svela dettagli fino ad allora non noti. Nel 2011 si indaga per la prima volta sui carabinieri Francesco Suprano e Franco Mottola, oltre che sul figlio di quest’ultimo, Marco.

Franco Mottola era il maresciallo della stazione di Arce. Viene chiesta l’archiviazione per tutti loro nel 2015 ma la famiglia Mollicone si oppone ed il Tribunale di Cassino dispone per lo svolgimento di rilievi all’interno proprio della caserma di Arce.

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L’ipotesi possibile a monte del delitto

A luglio del 2019 sono in 5 a finire a rinvio a giudizio: I due Mottola, Quatrale, la moglie di Franco, Anna Maria, e poi Francesco Suprano. I primi quattro sono accusati di concorso in omicidio, l’ultimo di favoreggiamento.

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Quatrale poi è accusato pure di istigazione al suicidio nei confronti di Santino Tuzi. Una ipotesi sorta in tutto questo tempo su giornali e programmi tv di inchieste per spiegare l’uccisione di Serena Mollicone vedrebbe come protagonista in negativo Marco Mottola.

Il figlio del maresciallo di Arce sarebbe stato un soggetto importante nell’ambito di uno spaccio di droga importante nella località del Frusinate. Per questo motivo Serena lo avrebbe denunciato, ma questo le sarebbe costato caro.

Foto dal web