Morta di Coronavirus a 13 anni: una delle vittime più giovani

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La piccola Emily Victoria Viegas è morta di Coronavirus a soli 13 anni: una delle vittime più giovani in Ontario.

Emily Viegas

Una ragazzina di 13 anni di Brampton, nell’Ontario, è morta dopo essere risultata positiva al COVID-19. Si tratta di una delle più giovani vittime del virus in Ontario. Una pagina GoFundMe creata da un amico di famiglia, Adrian Goddard, ha detto che Emily Victoria Viegas è morta il 22 aprile. Goddard ha detto a Global News di essere amico del padre di Viegas, Carlos Viegas.

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I due giocavano insieme a hockey e nel corso di diverse partite l’uomo avrebbe incontrato la piccola Emily alcune volte nel corso degli anni. Ha detto che anche la madre di Emily è in terapia intensiva con COVID-19. Quindi ha concluso che Carlos – l’unico negativo del nucleo familiare – è a casa della famiglia a Brampton in quarantena con suo figlio, anch’egli risultato positivo.

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La tragedia di Emily: morta di Coronavirus a soli 13 anni

Il Globe and Mail, che per primo ha riportato la storia, ha detto che la famiglia vive in un appartamento con due camere da letto a Brampton. La vicenda ha avuto molta rilevanza mediatica in tutto il Paese e in particolare nella regione dell’Ontario. Nelle scorse ore, il sindaco di Brampton Patrick Brown ha twittato le sue condoglianze alla famiglia. “Come genitore, mi mancano le parole di fronte a una notizia così orribile”, ha spiegato il primo cittadino. E ha aggiunto: “Non possiamo mai sottovalutare la serietà del COVID-19 e delle varianti”.

Successivamente, il sindaco ha detto a Global News “le parole non descrivono il dolore che questa famiglia deve affrontare in questo momento”. E ha continuato: “Quando sentiamo parlare di numeri di casi COVID elevati, ci sono storie dietro questi numeri”. Il primo cittadino ha provato a chiarire come sia avvenuto il contagio: “La famiglia stava facendo tutto bene, non socializzava, restava a casa. Stavano seguendo i consigli della sanità pubblica e un lavoratore essenziale è andato a lavorare e l’ha riportato alla sua famiglia”.